La lotta all’abusivismo è una questione di bollino e di gioco di squadra

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L’OAM  ha promosso una nuova iniziativa al fine di tutelare i consumatori da tutte quelle forme di mediazione che, sviluppandosi al di fuori delle regole, comportano una seria minaccia per il destinatario finale – il cliente – quale che sia la sua qualificazione giuridica e per tutti quegli operatori del settore che agiscono nel rispetto della normativa. Il danno che ne deriva è sistemico poiché richiama oltre che questioni connesse alla salvaguardia dell’affidamento e dell’interesse del destinatario finale della pratica, il serio tema della concorrenza corretta e leale. Non è un caso del resto che in più di una occasione il legislatore comunitario di stampo consumerista abbia inteso tutelarla proprio per mezzo di norme dirette in via immediata al consumatore.

“Mediato o immediato” che sia l’obiettivo in questo caso, è chiaro che l’intento dell’Organismo è quello di ricorrere allo strumento della trasparenza, della rintracciabilità o ancora, della semplicità di accesso all’informazione da parte di coloro i quali, probabilmente per primi, sono in grado di diventare il più potente strumento di intercettazione dell’abusivismo: il cliente finale nelle vesti di consumatore. I dati della relazione annuale recentemente pubblicata confermano l’attualità del tema: gli esposti pervenuti all’Organismo nel corso dell’anno 2017 in materia di esercizio abusivo di attività finanziaria hanno riguardato 79 soggetti; l’’OAM ha presentato esposti alle competenti autorità giudiziarie in relazione a 10 soggetti e si è costituito come parte civile in n. 2 procedimenti penali.

Non sorprende dunque che l’OAM abbia voluto dotare il consumatore di strumenti grazie ai quali avrà la possibilità di un’immediata verifica circa la legittimità del soggetto – il mediatore/agente– con cui è entrato in contatto.

Più nello specifico l’Organismo ha reso noto che ha messo a disposizione dei mediatori e degli agenti, gratuitamente, un prodotto informatico grazie al quale la clientela potrà controllare se il soggetto con il quale stanno entrando in contatto è effettivamente autorizzato ad operare. Il Kit contiene un widget da inserire sul sito web del mediatore e un QR Code (un codice a barre bidimensionale) personalizzato fornito sempre dall’OAM che il mediatore/agente avrà la possibilità di scaricare e utilizzare per gli utilizzi su spazi fisici: biglietti da visita, brochure, vetrofanie, etc.

Si potrà verificare direttamente sul sito del mediatore/agente, cliccando il widget (che diventerà rosso nel caso di abusivismo) o scannerizzando tramite app il QR Code presente sulla documentazione fornita.

Sarà dunque disponibile un nuovo presidio per appurare che il mediatore/agente sia un soggetto legittimamente abilitato ad operare e che non si tratti di un soggetto abusivo da tenere presente, tra l’altro anche nell’operatività di quanti operano – nell’ambito della loro attività professionale – con questo settore. Si pensi alle banche o al mondo dei confidi che sovente deve a questa categoria, il rifornimento di un prezioso bacino di clientela e che appunto dovrebbe recepire questi strumenti all’interno del proprio sistema dei controlli interni perché se è vero che ciascun intermediario risponde per il proprio segmento di attività è altrettanto assodato che esista un dovere generale di solidarietà giuridica che impone a tutti i protagonisti di un’operazione negoziale di cooperare al fine di salvaguardare l’interesse della parte debole.

Oltre che precisi obblighi organizzativi per tutti gli intermediari che intercettano il tema del presidio del rischio (anche in questa sua variante) in maniera primaria. Ca va sans dire.