11 Ottobre 2015: per chi suona la campana?

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Una rivoluzione. Così potremmo definire l’impatto che i provvedimenti di Mef e Banca d’Italia hanno generato sul finire della scorsa primavera e che ora prefigurano un autunno alquanto impegnativo.

L’operatività del nuovo “Albo 106” infatti non propone solo adempimenti di natura formale ed amministrativa ma impone un ripensamento dell’organizzazione e della struttura che gli intermediari hanno inteso darsi. E il tempo stringe, perché l’11 ottobre è ormai alle porte e non resta che decidere.

Ed infatti gli intermediari iscritti nell’elenco speciale di cui al previgente articolo 107 che esercitano l’attività di concessione di finanziamenti e gli intermediari iscritti nell’elenco generale ex art. 106 TUB inclusi nella vigilanza consolidata bancaria dovranno presentare istanza di autorizzazione entro l’11 ottobre 2015.

Rimane fermo che tutti i soggetti operanti nel settore finanziario potranno continuare ad operare fino al 12 maggio 2016; dopodiché, se non saranno iscritti nell’Albo Unico, dovranno porre in liquidazione la società o modificare il proprio oggetto sociale, eliminando il riferimento alle attività riservate.

E un Confidi con volumi di attività compresi tra 75 e 150 milioni che – autorizzato e iscritto nel nuovo albo – “maturi la consapevolezza di non poter raggiungere la nuova soglia dimensionale per fattori esogeni non imputabili alla sua struttura operativa o organizzativa” entro i 5 anni previsti dall’art. 4, comma 3, del dm 53/2015? Cosa può fare?

Banca d’Italia consiglia a questi soggetti, nell’adottare le proprie decisioni circa la presentazione della relativa istanza, di valutare la concreta percorribilità di un idoneo sentiero di crescita in condizioni di sana e prudente gestione avendo riguardo all’effettiva possibilità non solo di aumentare i volumi operativi mantenendo prudenti criteri di accettazione del rischio, ma altresì di alimentare i fondi propri in misura corrispondente. La conseguenza in caso di mancato raggiungimento quale sarebbe? La revoca dell’autorizzazione! Insomma la strada da percorrere appare quanto mai impegnativa, maggior ragione per cui occorrerà dotarsi degli adeguati strumenti e soprattutto dei mezzi per fare una reale ed obiettiva previsione delle proprie risorse e della fattibilità dei propri progetti ed obiettivi, cinque anni in realtà sono meno lunghi di quanto appare, ma soprattutto ottobre è arrivato.